PREVENZIONE DA 0 A 3 ANNI

I TRAUMI DENTALI

TEST SALIVARI

COSA SONO, A COSA SERVONO E A CHI SONO RIVOLTI

GNATOLOGIA

a cura del dott. Maurizio Buganza - odontoiatra

LA SEDAZIONE COSCIENTE CON PROTOSSIDO D’AZOTO

a cura di STUDIO ODONTOIATRICO OLIVI - Modena

LE ABITUDINI VIZIATE

La respirazione orale, la deglutizione infantile e iI succhiamento del ciuccio o del dito

LASER IN ODONTOIATRIA

SIGILLATURA DEI SOLCHI

Istruzioni per l'igiene orale dei bambini

L'ozonoterapia

Una terapia di tipo “naturale" efficace contro la carie.

L'interazione tra l'ortodontista e il logopedista

l'approccio più corretto per diagnosticare ed intercettare e/o curare anomalie funzionali nei bambini.

Chi siamo? il dentista dei bambini!

La rete nazionale di odontoiatria pediatrica

Prima volta dal dentista?

E’ molto importante preparare il nostro bambino!

Il progetto Garderie Autremonde

il Dentista Dei Bambini sostiene il progetto Garderie Autremonde

Il Dentista dei Bambini è aperto anche nel mese di Agosto!

Anche durante le vacanze

Partiamo da “qualche mese prima”; Qui è molto importante la prevenzione e la cura della bocca
e dei denti della mamma. Si sa infatti che il primo contagio e passaggio di batteri cariogeni avviene
proprio dalla mamma verso il bambino. Non ci sono controindicazioni alle cure odontoiatriche in
gravidanza ed è assolutamente da sfatare il detto “ogni figlio un dente” delle nostre nonne.

1. fluoro “si” o fluoro “no” : L’assunzione di fluoro in gravidanza è consigliato soprattutto
nelle zone in cui l’acqua potabile non è ricca di fluoro. Assumere un milligrammo al giorno
di fluoro in gravidanza aiuta a rinforzare lo smalto dei denti da latte (quello che inizia a
formarsi a partire dal terzo mese di gravidanza). Dopo la nascita somministrarlo al bambino
(a partire dal quarto-sesto mese di vita) può aiutare a rinforzare lo smalto dei denti definitivi
(ma può funzionare altrettanto bene applicarlo in gel, sui denti già nati).
Quando il bambino sarà più grande invece il fluoro lo applicherà attraverso il dentifricio che
secondo le raccomandazioni ministeriali ne dovrà contenere 1000ppm.
2. Alimentazione: Sicuramente è importante evitare di acquisire abitudini scorrette
(“devastante” quella di dare il “ciuccio pucciato nello zucchero o nel miele”). Importante
anche somministrare il numero di pasti necessari al bambino ma non alimentarlo
continuamente, soprattutto da quando spunteranno i primi dentini. Il nostro organismo ha la
capacità, attraverso la saliva, di contrastare 5 attacchi acidi (quelli che si verificano dopo
aver assunto qualunque alimento diverso dall’acqua) al giorno. Al di sopra di questo numero
la formazione di carie diviene più probabile.
3. che cibi evitare? Non esistono cibi “assolutamente controindicati” o altri “assolutamente
consigliati”, dipende dalle dosi ma, ancora di più, dalla frequenza con cui vengono assunti.
Sicuramente abituarsi a bere bibite zuccherate al posto dell’acqua (quindi anche più volte
al giorno) espone il bambino ad ulteriori attacchi acidi che favoriscono la carie (oltre a non
essere una abitudine sana dal punto di vista nutrizionale …). Anche i cibi molto appiccicosi
(quindi più difficili da staccare “naturalmente” con l’azione di lingua e saliva) sono più
cariogeni.
4. quando iniziare a lavare i dentini? Il consiglio è di iniziare non appena spuntano, facendolo
entrare nella routine quotidiana (anche attraverso l’esempio dei genitori…). Chiaro che si
inizierà passando semplicemente lo spazzolino sui dentini poi, quando il bambino imparerà
a “sciacquarsi e sputare”, si introdurrà il primo dentifricio per bambini.
5. quando si inizia a lavarsi i denti “da soli”? il movimento corretto dello spazzolamento non
è semplicissimo, occorre una certa manualità, corrispondente a quando il bambino sa
scrivere bene in corsivo. Tra la seconda e la terza elementare il bambino potrà essere in
grado di fare tutto da solo. È comunque importante che “ci provi” fin da piccolissimo ma,
alla fine, un “grande” dovrà aiutarlo a completare bene “il lavoro”. Dai tre anni potrà essere
introdotto un dentifricio con contenuto di fluoro 1000ppm per rinforzare lo smalto.
6. Quando la prima visita dal dentista? Ovviamente devono essere presenti “un po’ di
denti”… Le linee guida consigliano di fare un primo “incontro di conoscenza” fra bambino
e dentista, intorno al diciottesimo mese di vita. Presentare al bambino il “dottore dei denti”,
soprattutto se per un controllo e non per un problema, gli consentirà di avere un rapporto
positivo con lui e di vivere i futuri incontri (che siano per controlli o per una terapia) senza
provare ansia. I centri che si occupano di odontoiatria pediatrica, come i centri de “il
dentista dei bambini” , sono attrezzati e strutturati in modo da poter accogliere i bimbi in un
ambiente a loro più familiare possibile ( palloncini, personaggi dei cartoon, giochi)
7. come preparare il bambino alla prima visita dal dentista? È importante parlarne con lui
senza dare eccessiva importanza a questo evento, così come si va dal pediatra si dovrebbe
andare dal dentista. Ci sono alcune cose giuste da dire e, soprattutto, alcune cose DA NON
DIRE! Sul sito www.ildentistadeibambini.it è spiegato molto bene come preparare i
bambini a questo incontro che, se vissuto bene, può semplificare molto la loro vita
futura…
8. a che età togliere il ciuccio? Non esiste una età precisa, certo sarebbe bene perdere questo
vizio prima possibile, ma attenzione a che non venga sostituito dal pollice (più difficile da
“far sparire”…). In certi casi il ciuccio è una necessità per il bimbo, dovuta a una mal
posizione dei denti (spesso causata da problemi di respirazione). Sotto consiglio del dentista
pediatrico è possibile arrivare a eliminare il “ciuccio” passando attraverso diversi modelli
dall’istmo sempre più sottile che aiutino il bambino a riportare spontaneamente i denti in
una posizione più corretta (senza dover usare, in questa fase, degli “apparecchi per
raddrizzare i denti”.).
spero che queste poche righe possano aiutarvi a prevenire qualche “preoccupazione da mamma”…
in ogni caso, se avete altri dubbi sull’argomento, non esitate a scrivere a me
( dottore@attiliovenerucci.it ) o agli altri dentisti pediatrici che trovate sul sito
www.ildentistadeibambini.it .

Il dentista dei bambini Attilio Venerucci

L'AUTORE: Attilio Venerucci

mappa dentisti italiani odontoiatria pediatrica

I TRAUMI DENTALI

Il trauma dentario avviene sempre inaspettatamente e pertanto richiede una terapia d’urgenza, un piano di trattamento congruo e controlli a distanza. La frequenza dei traumi dentali è alta e colpisce circa il 20% dei bambini in dentizione decidua ed oltre il 15% della dentizione permanente. Rappresentano quindi con i processi cariosi le patologie più frequenti in Pedodonzia. Le cause più frequenti di traumi sono rappresentate dal gioco (56%), dalle attività sportive (21%), da incidenti stradali (11%) e da atti di violenza (12%).

I soggetti più colpiti sono di sesso maschile (rapporto 2 a 1) ed il tipo di lesione varia col variare dell’età del soggetto. I denti più colpiti sono gli incisivi centrali superiori (50%) e laterali superiori (30%) sia nei decidui che permanenti.

È importante una prevenzione primaria, con l’utilizzo di paradenti, in ambiente sportivo;,con riduzione dei fattori di rischio predisponenti, come ad esempio l’aumento della protrusione dentale associata ad incompetenza labiale. Raramente il trauma interessa un solo dente ma più elementi dentali vengono coinvolti a volte in modo subdolo per cui richiedono controlli radiografici attenti e controlli della vitalità nel tempo.

DANNI AI DENTI PERMANENTI A SEGUITO DI TRAUMI AI DENTI DECIDUI

Dato lo stretto rapporto fra le radici dei denti decidui e i denti permanenti in via di formazione all'interno dell'osso mascellare o mandibolare, molti traumi dentali, specialmete le lussazioni intrusive possono creare danni ai denti permanenti.

Nelle lussazioni sia estrusive  che intrusive e nelle exarticolazioni si possono verificare danni postumi di varia gravità ai denti permanenti. 
Tra i più frequenti sono da segnalare:

  1. macchie a livello della corona dentale, curabili  con la laser terapia.
  2. ipoplasia di smalto e dentina,  curabile con adatte ricostruzioni in composito.
  3. eruzione fuori sede, curabile con terapia ortodontica.
  4. malformazioni  del germe dentale (inginocchiamento o dilacerazione), sovente è necessaria l’estrazione

La prevenzione delle complicanze del trauma si attua con una terapia mirata al recupero degli elementi dentali attraverso:

  • tempestività di intervento
  • corretta diagnosi e trattamento appropriato
  • conrtolli e monitoraggio a distanza.

Precise linee guida diagnostiche e terapeutiche vengono suggerite dall’OMS, dalla gestione dell’emergenza, dal post operatorio immediato al controllo a distanza .

La classificazione proposta dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ed accettata dalla IADT (International Association Of Dental Traumatology) propone diversi stadi di danno, dalla semplice infrazione della corora, alla frattura complicata della corona dentaria fino alla esarticolazione dell’elemento dentario.

I traumi dentali sia in dentizione decidua che permanente si dividono in:

TRAUMI AI TESSUTI DURI:

Infrazione della corona dentale

Trattasi di frattura incompleta dello smalto senza perdita di sostanza dentale; sono ben visibili con una sorgente luminosa posta dietro al dente.
Anche questi traumi che possono a prima vista sembrare insignificanti vanno seguiti nel tempo con controlli periodici trimestrali della vitalità pulpare.
Vi è infatti pericolo di lesioni e necrosi a distanza, con discromie, ascessi e possibili successivi danni ai denti permanenti sottostanti in formazione.
È infatti più facile avere danni pulpari con le infrazioni  che non  nei denti fratturati perchè il trauma viene ammortizzato dalle parti dure del dente e dall’osso alveolare provocando quindi danni alla polpa dentale che risulta essere la parte più debole.

 

Frattura della corona dentale non complicata

Frattura limitata allo smalto e dentina senza  esposizione pulpare. Si ricerca il frammento del dente che ripulito viene conservato in soluzione fisiologica. Anche se ritrovato dopo 24-48 ore e quindi discolorato il frammento può essere recuperato; reidratato con soluzione fisiologica riacquista il colore primitivo. A distanza di alcuni giorni si può procedere al reincollaggio del frammento. Se il frammento non si trova, si ricostruirà con materiali estetici. Seguiranno controlli periodici con rx e test di vitalità pulpare.

 

Frattura della corona dentale complicata

Frattura dentale interessante smalto e dentina con esposizione pulpare.
L’esame radiografico è di estrema importanza per valutare la lunghezza della radice, se incompleta (immatura) o se si è già completata la chiusura dell’apice (matura), oltre ad escludere patologie concomitanti quali frattura di radice, riassorbimenti esterni e interni della stessa, etc.

 

Terapia d’urgenza

La terapia è diversa a seconda della patologia riscontrata.
Se l’esposizione pulpare è piccola (inferiore a un millimetro quadrato) e il trauma è avvenuto entro le 48 ore, è consigliabile la tecnica dell’incappucciamento pulpare.

Se l’esposizione pulpare è più estesa ed il trauma data oltre 48 ore si eseguirà una pulpotomia cioè si asporta il tessuto pulpare dalla camera pulpare, mantenendo invece la polpa contenuta nella radice che resta vitale.

Nel caso invece di necrosi pulpare o di pulpiti estese se il dente presenta un apice completamente formato si eseguirà una pulpectomia cioè l’asportazione totale della polpa dentale, seguita da adatta otturazione del canale radicolare con materiali non riassorbibili e perfetta chiusura del canale (terapia endodontica) e poi la ricostruzione del dente.
Infine nei casi di necrosi pulpare di denti immaturi si dovrà procedere con l’apecificazione, cioè con la rimozione della polpa dentale fino al punto ove  è formata la radice e successivo riempimento con materiale adatto,  permettendo in tal modo la formazione di una barriera calcificata attraverso l’apice ancora beante ed incompleto, da ripetere ogni 2 o 3  mesi.
A distanza di mesi si potrà poi eseguire una terapia endodontica completa e la ricostruzione dentale.

 

Frattura corono-radicolare e frattura radicolare:

Frattura interessante smalto-dentina-radice o solamente la radice. Sono sempre fratture con prognosi riservata sia per la vitalità pulpare che per la durata o il recupero del dente traumatizzato.
Basilare l’esame radiografico in varie proiezioni e la rapidità della terapia.

 

Terapia d’urgenza

Nei casi di fratture radicolari occorre eseguire quasi sempre un bloccaggio dei monconi fratturati: ideale è quello ortodontico, cioè con la metodica di fissazione con attacchi e filo ortodontico, soprattutto nelle fratture radicolari, e lasciato in situ 2 o 3 mesi. Se  eseguito entro 24-48 ore dal trauma si riesce molte volte a riavere un buon riattacco dei due monconi e la conservazione della vitalità pulpare, con formazione di tessuto calcificato  (osteodentina), o con altri tipi di guarigione. Viceversa, e quasi sempre nelle fratture corono-radicolari, si  deve procedere a terapia pulpare e con piccoli interventi di chirurgia mucogengivale per accedere alla zona.

Controlli rx e della vitalità pulpare ogni mese per 6 mesi.

TRAUMI AI TESSUTI DI SOSTEGNO:

Diverse possono essere le eventualità e pertanto adeguata al caso sarà la terapia

1) Concussione

Lesione alla struttura di supporto del dente con normale mobilità e senza dislocamento del  dente.
Vi è spiccata reazione alla percussione. Necessità solo di controlli dell’occlusione e dei test di vitalità pulpare periodici per 3-6 mesi e di una rx iniziale. Possibilità di discolorazione (discromia) e necrosi pulpare a distanza.

2) Lussazione estrusiva

Il dente è mobile nel suo alveolo e dislocato verso l’esterno.
L’esame rx permette di valutare l’entità dello spostamento e se vi sono lesioni ossee ed il grado di formazione della radice.
Fondamentale il tempo intercorso dal trauma. Se avvenuto entro 12-24 ore è possibile riporre con estrema cura e delicatezza in sede il dente estruso ed applicare uno splint ortodontico su almeno 4 denti vicini; si evitano in tal modo ulteriori traumi e formazione di anchilosi; permettendo così il recupero della vitalità  pulpare e dove la radice è immatura la sua formazione.

3) Lussazione intrusiva

Dislocazione parziale o totale del dente all’interno del proprio alveolo. È certamente una delle lesioni traumatiche dentali più gravi. Per quanto riguarda i decidui fortunatamente nella maggior parte dei casi la terapia è di attendere una rieruzione spontanea del dente che può iniziare già pochi giorni dopo il trauma e completarsi nel volgere di alcune settimane anche se vi sono casi con eruzione più tardiva. È importante una accurata disinfezione, attuare manovre corrette, ed avere una dieta morbida per 7 – 10 giorni, permettendo poi a distanza di anni una permuta normale e fisiologica dei denti permanenti.
Contrariamente alle lussazioni intrusive nei decidui ove si attende la rieruzione spontanea, nei permanenti questo avviene raramente e solo per i denti con radici parzialmente formate. In tutti gli altri casi si deve quindi procedere ad una terapia con un apparecchio ortodontico fisso su numerosi denti  vicini onde ottenere un lento e graduale riposizionamento.
La terapia ortodontica che permette agli elementi dentari una certa ripresa della funzionalità, essendo elastica, ed agendo con forze leggere, viene lasciata in situ per 2-4 settimane.
Risultati a distanza: occorrono rx periodiche e test di vitalità pulpare ogni 3 mesi.
Purtroppo nelle lussazioni intrusive si ha una alta percentuale di necrosi pulpare (quasi il 90% dei casi con apice maturo, cioè totalmente formato). Se il dente diventa discromico, si possono usare tecniche di sbiancamento (professionale o domiciliare). Inoltre si ha nel 17% dei casi riassorbimento parziale della radice ed oltre il 12% di anchilosi dentale. È  fondamentale escludere l’avulsione del dente.

4) Avulsione o exarticolazione

Completa dislocazione del dente fuori dall’alveolo. A seconda del tempo intercorso fra il trauma e la prima visita la terapia si differenzia in:

REIMPIANTO IMMEDIATO

Se il dente (o i denti) avulso è conservato in soluzione fisiologica o nella saliva o nel latte fra i 20 e i 60 minuti dal trauma si può eseguire reimpianto immediato. È fondamentale mettere il (oppure i) dente avulso in questi tipi di liquidi subito onde permettere l’equilibrio osmotico con i tessuti, che invece non si ha se si mette solo in acqua, determinando così elevate percentuali di anchilosi.
Il dente va deterso, lavato abbondantemente, e così pure l’alveolo, con soluzione fisiologica e viene poi reimpiantato delicatamente e splintato per 2 – 4 settimane con apparecchio ortodontico.
Occorre sempre la copertura precoce antibiotica entro le 24 ore, (penicillina) che diminuisce il riassorbimento osseo e nei casi indicati la tetano-profilassi. Ricerche sperimentali ed istologiche hanno stabilito che il limite massimo di tempo per impiantare un dente avulso, mantenuto in ambiente liquido, è di circa 1 ora. Se il dente invece è rimasto in campo asciutto la polpa va in necrosi dopo 15 minuti e si completa in 25-60 minuti. Ancora più sensibile è il legamento periodontale. Se il dente è rimasto oltre un’ora in ambiente secco va totalmente in necrosi. Resta quindi fondamentale conservare il dente avulso in ambiente liquido subito dopo il trauma.

REIMPIANTO  TARDIVO

Reimpianto eseguito oltre le due ore dal trauma o mantenuto in campo asciutto.
Come già ricordato prima, se il dente avulso resta in ambiente secco il tessuto pulpare inizia la propria necrosi dopo 15 minuti e la completa in 25-60 minuti, ed il legamento periodontale va in necrosi in un’ora. Prima di inserire il dente nell’alveolo quindi si deve curettare e levigare la radice delicatamente rimuovendo i residui del legamento, senza danneggiare il cemento radicolare, e procedere alla terapia endodontica, cioè estirpazione della polpa ed otturazione del canale pulpare.
 

I traumi dentali possono porre due problematiche di tipo ortodontico.

  • gestione di spazi edentuli a seguito traumatismo.
  • necessità di muovere ortodonticamente denti che hanno subito un trauma.

Durante il trattamento ortodontico vi sarà un aumentato rischio di riassorbimento radicolare e di perdita di vitalità pulpare del dente che ha subito un trauma.
I casi che necessitano, con maggior frequenza, di terapia ortodontica post-trauma dentale, riguardano protrusione eccessiva degli incisivi superiori (overjet aumentato), morsi aperti.

Se il trauma avviene durante la cura ortodontica attiva con apparecchiature fisse, molte volte esse contribuiscono alla dissipazione dell’urto e a ridurre le  lesioni.
Infine si possono iniziare terapie ortodontiche dopo che uno o più denti hanno subito dei traumi.
Si suggeriscono in questo caso i seguenti periodi di osservazione e di attesa prima di iniziare la terapia ortodontica attiva:
 
Fratture coronali e concussioni: tre mesi (può formarsi una barriera di tessuti duri), è necessario verificare la vitalità pulpare.
Lussazioni intrusive, estrusive, avulsione, fratture radicolari:  almeno  un anno.
Denti immaturi traumatizzati: attendere lo sviluppo radicolare.

Dalla tempestività dell’intervento, dalla  accurata e perfetta prima fase sia diagnostica che terapeutica in centri specializzati dipenderà per oltre il 90% il risultato finale a distanza.
È quindi fondametale l’interdisciplinarietà fra pediatri, medici sportivi ed odontoiatri infantili.

 

Bibliografia

  1. Andreasen J.O., Andreasen F.M. Traumatic injuries to the teeth. Copenaghen:Munskgaard. 1972.
  2. Andreasen J.O., Andreasen F.M. Essential of Traumatic injuries to the teeth. Copenaghen: Munskgaard. 1990.
  3. Andreasen J.O., Andreasen F.M. Injuries to developing teeth. Textbook and colour atlas of traumatic injuries to the teeth. Copenhagen: Munksgaard. 1994.
  4. Caprioglio D., Falconi P.  Odontoiatria Infantile Pratica.  Milano: Libraria Internazionale.1992.
  5. Caprioglio D., Manna A., Paglia L. Manuale di traumatologia dento-alveolare. Milano: Ed.  Ciba. 1996.
  6. Caprioglio C. Prevenzione e terapia dei traumi dentari. In Caprioglio D., Levrini A., Lanteri C., Caprioglio A. Ortodonzia Intercettiva. Bologna, Ed.  Martina  1999: 97 –111.    Traduzione inglese a cura di C. Caprioglio,
  7. A.Caprioglio, R. Spena. Interceptive Orthodontics.  Bologna:  Martina .1999.
  8. Caprioglio D. Odontostomatologia in Clinica Pediatrica. Milano : Oral B Lab. 1989.Flores M.T., Andreasen J.O., Bakland LK., Feiglin B., Gutmann J.L., Oikarinen K. et al. Guidelines for the evaluation and management of traumatic dental injuries. Dent Traumatol 2001; 1:4 e 49:52 – 17.
Il dentista dei bambini Silveria Serra

L'AUTORE: Silveria Serra

mappa dentisti italiani odontoiatria pediatrica

Test Salivari: cosa sono, a cosa servono e a chi sono rivolti

Prevenzione, innanzitutto. È su questo principio che si fonda una delle ultime novità in campo odontoiatrico: si chiama “test salivare” e misura la sensibilità individuale alle carie.

In particolare il test è in grado di rivelare al soggetto che vi si sottopone il suo livello di rischio effettivo di ammalarsi di carie, permettendogli così di agire di conseguenza con la terapia più adatta al suo caso e di adottare un progetto di prevenzione personalizzata.

Questo tipo di prevenzione “ad personam” viene definita “diretta” ed è efficace per tutti, ma in particolar modo per coloro che, per motivi diversi, sono a più alto rischio di carie: prima infanzia, adolescenza, donne in gravidanza; è stato dimostrato che proprio la mamma è la principale fonte di trasmissione dei batteri, responsabili del processo carioso, nei confronti del proprio bambino.

I test microbiologici di predisposizione alle carie fanno parte di una serie di ricerche in campo dentale, attuate negli ultimi anni con lo scopo di cercare di prevenire le malattie della bocca creando così le premesse affinché oggi ci siano solo bocche sane.

La moderna odontoiatria, seguendo l’esempio dei paesi nordeuropei, soprattutto quelli scandinavi, (dove il test salivare è da tempo in uso), propone di eseguire una prevenzione ad ampio raggio per tentare di determinare la scomparsa della carie, come malattia diffusa, trasformandola, semmai, in un episodio occasionale.

Il principio si cui si basa il test salivare è che la carie è una malattia infettiva, che viene sostenuta da determinati e specifici batteri, presenti nel cavo orale, i quali si nutrono di zuccheri, producendo acidi che intaccano lo smalto dei nostri denti. Di conseguenza è necessario poter conoscere la presenza di questi batteri nella nostra bocca e conoscere la capacità propria della nostra saliva di tamponare quegli acidi prodotti dal metabolismo batterico.

Il test è semplice, indolore e molto sensibile. Si preleva un campione di saliva del paziente, ponendolo su una striscia di coltura, che a sua volta, viene collocata in uno speciale forno a temperatura costante. Sulla striscia, nelle successive quarantotto ore, comparirà un numero più o meno elevato di “macchioline” che sono appunto le colonie batteriche presenti nel cavo orale. Questi risultati, uniti a quelli anamnestici e clinici, allo studio del pH salivare, alla presenza di placca più o meno matura e alle abitudini igienico-alimentari del soggetto permettono di classificare il paziente in una delle tre categorie di rischio basso-medio-alto, a seconda della sua predisposizione a sviluppare la patologia cariosa.

Ad ogni categoria di rischio appartiene uno specifico programma di prevenzione annuale da far seguire, da parte dell’odontoiatra, al paziente. Il tutto è effettivamente finalizzato alle esigenze individuali di proteggersi dall’attacco della carie.

Ci troviamo quindi di fronte ad un nuovo modo di concepire l’odontoiatria, il cui obiettivo non è più quello di curare i denti (con gli alti costi biologici ed economici che ciò comporta) lasciando poi il paziente abbandonato a se stesso. L’obiettivo è invece quello di fare prevenzione diretta attraverso un programma mirato, per ottenere e mantenere denti sani per tutta la vita.

Il dentista dei bambini Marina Montilli  Odontoiatria

L'AUTORE: Marina Montilli

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L’interesse sempre maggiore del professionista odontoiatra verso i disturbi della postura nasce dall’osservazione che alcune malocclusioni si accompagnano frequentemente a disfunzioni della colonna vertebrale.

I problemi posturali iniziano nella maggior parte dei casi già durante l'infanzia, con l'instaurarsi di malformazioni non corrette in tempo, causa non solo di difetti estetici, ma anche di alterazioni nelle attività funzionali (respirazione, deglutizione, movimento, psicomotricità).

E’ stato ormai dimostrato da tempo come l’occlusione dentale rientri fra i sistemi coinvolti nel raggiungimento e nel mantenimento di una corretta postura, intesa come condizione anatomo-funzionale che garantisce l’equilibrio, a riposo ed in movimento, con il minimo dispendio energetico e la migliore ripartizione dei carichi tra le diverse componenti.

gnatologia pediatricaUna occlusione ideale prevede, in generale, la presenza di tutti i denti correttamente allineati, dei carichi occlusali ben distribuiti e bilanciati e delle adeguate guide canine e incisive che proteggano i denti posteriori nei movimenti eccentrici mandibolari. Laddove questi requisiti non siano soddisfatti, si determineranno delle perturbazioni posturali discendenti che dovranno essere compensate dai “sistemi tampone” rappresentati dai cingoli scapolari e pelvici e dai piedi.

I cingoli sono degli efficaci sistemi tampone posturali ma quando non riescono ad assolvere pienamente tale ruolo sarà la colonna che dovrà farlo, predisponendo il soggetto alla scoliosi.

Si comprende quindi facilmente come sia sempre più importante considerare il nostro organismo in maniera “olistica”, cioè come un sistema complesso formato da tanti sottosistemi (fra i quali la bocca) che dialogano e si influenzano continuamente fra loro sotto la vigile azione del sistema nervoso centrale.

A tale proposito è stato anche dimostrato, e la nostra quotidiana pratica clinica ce lo conferma continuamente, come ad una determinata occlusione dentaria corrisponda, spesso, un tipico atteggiamento posturale e un determinato appoggio podalico. Ad esempio, nei soggetti con malocclusione di seconda classe e retroposizione mandibolare si osservano forti associazioni con l’incremento della cifosi toracica, rotazione anteriore del bacino e piede cavo. Negli individui con malocclusione di terza classe e prognatismo mandibolare, invece, troviamo di solito una verticalizzazione del tratto cervicale e toracico della colonna vertebrale, una rotazione posteriore del bacino e piede piatto.

Nei soggetti con crossbite e laterodeviazione funzionale, inoltre, spesso troviamo un piede cavo monolaterale e controlaterale alla deviazione mandibolare.

Ancora, nei bambini con grosse beanze anteriori si riscontrano frequentemente anomalie spiccate sul piano sagittale: testa, spalle e bacino in avanti, accentuazione delle curvature fisiologiche della colonna, tendenza al cavismo dei piedi.

Quando la postura è valutata in rapporto al trattamento odontoiatrico di correzione delle malocclusioni,  è interessante notare come, man mano che si ottengono i miglioramenti voluti nell’ingranaggio dentale, la postura ne tragga immediato beneficio.

Ad esempio nel trattamento funzionale di un giovane paziente con malocclusione scheletrica di seconda classe con aumentato overjet e labbra non competenti si osservano progressivi miglioramenti dei pattern posturali, specialmente a livello di testa e collo.

Per valutare l’influenza dell’occlusione sulla postura è indispensabile eseguire una analisi posturo-stabilometrica su apposita pedana. Questo esame ci fornisce importanti informazioni su come vengono distribuiti i carichi tra avampiede, medio e retro piede, e su dove si collochi la proiezione del baricentro corporeo rispetto all’appoggio plantare. In altre parole, è possibile indagare due importanti informazioni del corpo che si integrano fra loro: strategie posturali e condizioni di equilibrio. Si ottengono quindi informazioni atte a quantificare le oscillazioni posturali del paziente e ad analizzare la strategia utilizzata per mantenere la posizione, studiando l’apporto delle varie componenti del sistema posturale. Questa finalità si persegue apportando mirate modifiche alla condizione basale mediante stimolazioni o soppressioni visive e/o propriocettive (test di Meersseman).

Dall’elaborazione di tali parametri si possono ricavare informazioni relative all’atteggiamento posturale del paziente esaminato.

Già all’età di sette anni, seppure con qualche difficoltà, l’esame può essere effettuato, ed essere attendibile, almeno per monitorare le strategie posturali in atto.

In alcuni nostri centri, si utilizza CORREKTA, un dispositivo avanzato per la valutazione e  delle alterazioni della funzione statico-motoria del corpo umano. E' composta di una pedana posturale computerizzata. La rilevazione della postura corporea viene effettuata da un sistema computerizzato dotato di un software completo per la valutazione  posturostabilometrica.

Il dentista dei bambini Maurizio Buganza

L'AUTORE: Maurizio Buganza

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Quando si lavora con piccoli pazienti è fondamentale avere un corretto approccio per non creare inutili paure, spesso infatti la paura del dentista dell’adulto deriva da brutte esperienze avute in età infantile.
Compito fondamentale di un pedodontista, cioè di un dentista specializzato nella cura dei denti dei bambini, è sicuramente fornire le cure di cui il paziente ha bisogno ma ancora di più creare persone che non avranno paura del dentista. Per curare un bambino è necessario mettersi in sintonia con le sue problematiche e le sue fantasie, non sempre però un corretto approccio psicologico è sufficiente per assicurarsi la collaborazione del piccolo paziente e per questo ci viene in aiuto la sedazione cosciente con protossido d’azoto. Questa tecnica permette di educare progressivamente il paziente a un buon rapporto con l’odontoiatria.

La sedazione cosciente inalatoria, o tecnica di Langa, è una tecnica messa a punto dal dott. Henry Langa un dentista di New York laureato in odontoiatria, tecnica non anestesiologica ma di ansiolisi che consiste nel somministrare una miscela di ossigeno e protossido d’azoto detto anche “gas esilarante”.

È fondamentale usare le apparecchiature per specifico uso odontoiatrico con blocchi di sicurezza che permettono di avere sempre il paziente iperossigenato ma allo stesso tempo consentono di regolare in che percentuale miscelare i gas. Queste apparecchiature, proprio per i blocchi di sicurezza non eliminabili dall’utilizzatore, hanno permesso che moltissimi dentisti nel mondo abbiano usato per decenni questa tecnica senza nessun incidente.

Il paziente sedato è sveglio e cosciente, i riflessi di tosse e deglutizione sono mantenuti, ma prova un piacevole senso di relax ed è meno concentrato su quello che gli si sta facendo. Con la sedazione inoltre è ridotto il riflesso palatale, è quindi molto utile in quei pazienti che soffrono per la presa delle impronte.

Altri vantaggi della sedazione inalatoria sono la rapidità di induzione e il completo recupero funzionale immediatamente dopo la fine del trattamento. Non si conoscono casi di allergia, il protossido non viene metabolizzato ma eliminato con la respirazione.

Il dentista dei bambini Francesca Olivi

L'AUTORE: Francesca Olivi

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LE ABITUDINI VIZIATE

L'accrescimento del volto e lo sviluppo dell'apparato dentale, sono influenzati da fattori di tipo ambientale, tra cui, di estrema importanza, sono le abitudini viziate.   

Le abitudini viziate del distretto orale giocano un ruolo importante nel determinismo di numerose malocclusioni e sono correlate dall'età del soggetto (che influenza la plasticità dell'osso) dalla durata, dalla frequenza, dall'intensità delle forze esercitate. Eliminare precocemente le abitudini viziate può determinare il ritorno ad una occlusione normale: è quindi necessario individuarle il più precocemente possibile per evitare l'instaurarsi di danni permanenti, risolvibili solo con terapie ortodontiche complesse e di lunga durata. A questo scopo, nel corso della visita del bambino, è opportuno che lo specialista indaghi a livello anamnestico e ricerchi con l'esame obiettivo le abitudini "viziate" più frequenti quali: respirazione orale, deglutizione infantile, succhiamento del dito o del ciuccio. 

La respirazione orale

La respirazione orale è caratterizzata da un’alterazione della fase inspiratoria, la causa è da ricercare in un’obliterazione del rino-faringe, anche parziale, riferibile a situazioni congenite (ostruzione nasale congenita, atresia delle coane, malformazioni del setto nasale, mancata perforazione delle narici, malformazioni dell'ala del naso) o acquisite (ipertrofia linfatica adeno-tonsillare, deviazioni del setto nasale, ipertrofia dei turbinati di origine allergica o causata da infezioni croniche della mucosa, riniti croniche atrofiche, tonsilliti ipertrofiche, poliposi, sinusiti croniche).

È più frequente nei bambini con viso e spazio rino-faringeo stretti e allungati ed è responsabile di alterazioni a più livelli, locali e sistemici.

A livello orale si osserva disidratazione delle mucose, labbra screpolate e incompetenti, iperemia e ipertrofia gengivale. Il mascellare superiore è prominente e ridotto nei diametri trasversali, il palato è ogivale, l'occlusione è spesso caratterizzata da morso incrociato postero-laterale: è quindi frequente l'associazione tra respirazione orale e malocclusioni (II e III classe scheletrica). E' frequente anche l'associazione con deglutizione di tipo infantile.

A livello nasale l'intasamento, causato dalla diminuita pervietà delle coane e dalla mancata eliminazione del secreto mucoso, favorisce la virulentazione della flora batterica con frequenti riniti, sinusiti, otiti croniche che aggravano il quadro respiratorio.

La respirazione orale è quindi in grado di determinare ripercussioni anche importanti sull'armonico sviluppo dello scheletro maxillo-facciale, di conseguenza è importante formulare una diagnosi precoce, un eventuale esame otorinolaringoiatrico, ed eliminare, quando possibile, le cause. Qualora, eliminati gli ostacoli locali, la respirazione orale dovesse persistere si può ricorrere alla rieducazione funzionale tramite interventi logopedici o espandere il canale respiratorio nasale tramite apparecchio ortodontico-ortopedico.

La deglutizione infantile

La lingua, per gli stretti rapporti che contrae con le ossa mascellari e con la muscolatura periorale e per le numerose e complesse funzioni in cui è coinvolta, gioca un ruolo importante nell'accrescimento delle basi ossee e nello sviluppo di un corretto rapporto tra le arcate dentali.

La posizione e i movimenti della lingua si modificano nel tempo con il passaggio dall'alimentazione liquida all'alimentazione semiliquida e solida; con l'eruzione degli elementi dentali il bambino acquisisce il meccanismo della masticazione.

Nei primi anni di vita la deglutizione è caratterizzata dalla interposizione della lingua tra le due arcate e dalla contrazione della muscolatura periorale, in particolare del muscolo mentale (deglutizione di tipo infantile).

Verso gli 8-9 anni, per il completamento dell'eruzione dei denti permanenti del settore frontale, per la progressiva diminuzione di volume dei tessuti linfatici della cavità orale (tonsille, adenoidi) e per l'accrescimento della mandibola, la deglutizione si modifica: la punta della lingua viene a contatto con la superficie palatina degli incisivi superiori e il corpo con il palato duro; le labbra sono a contatto in assenza di contrazioni della muscolatura periorale e del muscolo mentale (deglutizione di tipo adulto o somatica).

In circa il 30 % dei soggetti il meccanismo della deglutizione rimane di tipo infantile e questo avviene a  causa di numerosi fattori.

Il persistere della deglutizione di tipo infantile può causare l'instaurarsi di: malocclusioni (come il morso aperto -beanza anteriore), riduzione dei diametri trasversi dell'arcata superiore con conseguente sviluppo di morso incrociato latero-posteriore e laterodeviazione della mandibola.

Numerose sono le terapie proposte per correggere la deglutizione infantile. Secondo alcuni la terapia ottimale è quella miofunzionale, che utilizza esercizi di fisioterapia; altri propongono l'uso di apparecchiature ortodontiche fornite di griglia palatina per riportare forzatamente la lingua in una posizione più arretrata e palatale; altri ancora associano entrambe le tecniche, utilizzando gli esercizi per stabilizzare nel tempo i risultati ottenuti con la terapia ortodontica.                

ll succhiamento del ciuccio o del dito

Rappresenta un'abitudine estremamente frequente nel bambino, interessa infatti il 75-95 % della popolazione in età infantile.

Si instaura molto precocemente, talvolta già in epoca prenatale (tra la 17° e la 32° settimana di vita intrauterina), e tende ad esaurirsi spontaneamente, verso il quarto anno di vita.

L'abitudine al succhiamento in questi anni può essere considerata come una fase fisiologica dello sviluppo neuro-motorio. Quando persiste oltre il quarto anno di età può essere interpretata o come comportamento regressivo, legato ad alterazioni della sfera affettiva, o come sintomo di nevrosi derivante da situazioni psicologicamente indesiderabili e da gravi stress; può, tuttavia, rappresentare semplicemente una risposta comportamentale appresa.

L'abitudine al succhiamento del ciuccio viene spontaneamente abbandonata in epoca relativamente precoce, più problematico è il succhiamento del dito, abitudine che perdura in un numero relativamente elevato di bambini, soprattutto di sesso femminile, fino agli 11 anni.

I problemi che possono derivare da un succhiamento protratto sono:

  • mancanza di contatto interdentale in sede incisiva e, nei casi più gravi, un morso aperto, per la ridotta crescita dell'osso alveolare;
  • persistenza di deglutizione infantile;
  • vestibolarizzazione degli incisivi superiori e aumento dell'overjet;
  • incompetenza labiale;
  • problemi masticatori e fonetici;
  • instaurarsi di malocclusioni (soprattutto nei soggetti in cui l'abitudine si protrae a lungo nel tempo).

Se l'abitudine "viziata" viene abbandonata prima dell'eruzione dei denti permanenti, molti dei problemi indicati vanno incontro a risoluzione spontanea.

Il momento ottimale per correggere questa parafunzione è l'età fra i 4 e i 5 anni, soprattutto nel periodo estivo, quando il desiderio di succhiare può essere rimosso da attività ludiche all'aperto; prima di intervenire è però necessario escludere la presenza di conflitti emotivi alla base del perdurare dell'abitudine stessa.

Per rimuovere il succhiamento possono essere utilizzate le seguenti tecniche:

  • somministrare rinforzi positivi (il bambino riceve un premio quando non succhia);
  • ridurre la gradevolezza derivante dal succhiamento (tintura amara sul dito, guantino di lana sulla mano...);
  • applicare dispositivi ortodontici in grado di impedire meccanicamente il succhiamento (griglia palatina fissata su una placca rimovibile o, nei casi di più difficile risoluzione, griglia palatina fissa, su arco palatino saldato a bande ortodontiche cementate ai molari).

L'approccio con il bambino che presenti questa parafunzione deve essere, da parte dei genitori, del pediatra e dell'odontoiatra, estremamente sereno; un'attenta valutazione del bambino sotto il profilo psicologico e odontoiatrico permette di individuare il momento e il modo idonei a sospendere il comportamento nel modo più atraumatico possibile.

Il dentista dei bambini Barbara Bandoli

L'AUTORE: Barbara Bandoli

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La tecnologia LASER trova oggi diverse applicazioni in campo medico ed odontoiatrico.

In odontoiatria pediatrica, il laser può essere utilizzato per la rimozione della carie, per effettuare la preparazione dei solchi prima delle sigillature preventive (laser ad Erbio), per la disinfezione dei canali radicolari o per la piccola chirurgia orale, come la chirurgia dei frenuli (laser a diodi o neodimio).

Il laser ad Erbio, risulta ad oggi ancora poco diffuso per l'alto costo, ma è estremamente efficace ed il suo utilizzo presenta notevoli vantaggi. Intanto è l'unico LASER in grado di tagliare i tessuti duri come lo smalto dentale, la dentina e l'osso. Il taglio è efficace e preciso e può sostituire il trapano con il vantaggio di effettuare una efficace decontaminazione durante la sua azione. Trova utilizzo anche in parodontologia ed implantologia nel trattamento a cielo chiuso delle tasche parodontali e delle perimplantiti.

Nel nostro studio viene utilizzato il LASER FOTONA che rappresenta la tecnologia più avanzata a disposizione dell'odontoiatra. Questo LASER è dotato di un manipolo ad Erbio e 2 manipoli a Neodimio con la possibilità di poter effettuare tutti i tipi di trattamento. 

In chirurgia orale il laser a diodi o neodimio trovano ampia applicazione.

laser in odontoiatria bambini

In particolare i vantaggi del laser in chirurgia riguardano il migliore decorso post-operatorio. Il laser infatti viene utilizzato non solo nella fase di taglio, ma anche come elettro- coagulatore, rendendo spesso non necessario l' applicazione di punti di sutura sulla ferita.

Il laser ha inoltre, un effetto biostimolante sui tessuti favorendone la guarigione e la riparazione. Per questo contribuisce a migliorare il decorso post-operatorio.

La sua lunga fibra con la luce rossa in punta inoltre, risulta più amichevole per i bambini rispetto allo strumentario tradizionale ed anche questo contribuisce a migliorare la disponibilità al trattamento da parte dei piccoli pazienti.

CHIRURGIA DEI FRENULI

La chirurgia dei frenuli si rende necessaria in diverse situazioni. Nella nostra bocca distinguiamo diversi frenuli: di interesse funzionale sono in particolare il frenulo linguale, che si inserisce sulla parte inferiore della lingua e sul pavimento della bocca, ed i frenuli labiali, uno superiore ed uno inferiore, che si ancorano all'interno delle labbra e sulla gengiva a livello degli incisivi centrali.

Un frenulo linguale corto, può limitare i movimenti funzionali della lingua, durante la fonazione e/o durante la deglutizione. Questo può comportare difficoltà o ritardo nel parlare, o difficoltà nel pronunciare determinati fonemi, con conseguente ritardo dell'apprendimento, nella lettura etc.. Anche nella deglutizione il bambino può trovare difficoltà, manifestando lentezza e pigrizia nel mangiare.

Il trattamento di queste disfunzioni, in genere beneficia di un approccio combinato, chirurgico e logopedico.

La chirurgia dei frenuli viene eseguita con il Laser. È una chirurgia semplice ed estremamente efficace con il risultato immediato di un aumento della mobilità della lingua. L'intervento viene effettuato in anestesia locale, prima con l'applicazione di un anestetico topico e poi con anestesia plessica. Nei bambini fino a 6/7 anni l'intervento viene eseguito in sedazione con protossido d'azoto ( vedi sedazione cosciente). L'intervento dura pochi minuti, è completamente indolore. Viene consigliato di mangiare  un bel gelato ed il giorno dopo il bambino può tornare tranquillamente a scuola.

È importante che il bambino sia seguito ed effettui da subito la terapia di rieducazione dei movimenti della lingua, in modo da amplificare i benefici dell'intervento.

Nel nostro studio il bambino viene seguito contemporaneamente dal chirurgo e dalla terapista logopedista. 

Il dentista dei bambini Pierluigi Pelagalli

L'AUTORE: Pierluigi Pelagalli

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Una delle forme di prevenzione primaria è la sigillatura dei primi molari permanenti subito dopo la loro eruzione (circa a sei anni di età). Tale procedura consiste nella chiusura dei solchi del dente con della resina per evitare che la placca vi si depositi favorendo l’instaurarsi di processi cariosi. La particolare vulnerabilità di questi elementi appena erotti è dovuta anche ad un fattore anatomico: oltre a presentare dei solchi molto più profondi e quindi più ritentivi rispetto ai decidui, lo smalto che li riveste non è ancora completamente maturo. Esso mineralizza in maniera completa nell’arco dei successivi tre anni. Tale fenomeno rende il dente particolarmente suscettibile a carie. Spesso si tratta inoltre di denti meno accessibili alle manovre di igiene orale soprattutto nei piccoli pazienti.

Ulteriore limite è la scarsa detersione di questi denti durante la masticazione: subito dopo la loro eruzione non masticano con gli elementi antagonisti e ciò favorisce il ristagno della placca. La procedura della sigillatura è molto semplice ma richiede un rigido protocollo nell’esecuzione. Fondamentale è la verifica preliminare dell’assenza di processi cariosi in atto. Altrettanto importante è la realizzazione  della sigillatura in un ambiente asciutto (ideale è l’utilizzo della diga di gomma, protezione in lattice) per evitare distacchi o infiltrazioni.

La sua semplicità nell’esecuzione la rende un ottimo approccio nei piccoli pazienti favorendo il loro sereno ambientamento nello studio. La sigillatura andrà ripetuta con gli stessi scopi e modalità alla eruzione dei secondi molari (attorno ai 12 anni di età).

Il dentista dei bambini Francesca Corrado

L'AUTORE: Francesca Corrado

Nata a Udine, laureata in Odontoiatria e Protesi dentaria nel 1998 presso l’Università di Trieste con 110 e lode. Abilitata alla professione presso l’Università di Modena nello stesso anno. Ha seguito corsi annuali in Odontoiatria Conservativa, Endodonzia, Protesi fissa, Parodontologia, Pedodonzia. Pratica la Sedazione Cosciente con Protossido d’Azoto.

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Scopo dell’igiene orale sia negli adulti sia nei bambini: impedire che i batteri ed i residui di cibo, alimentati dalla umidità e temperatura presenti nella bocca, abbiano il tempo di produrre sostanze acide che decalcificano e corrodono i denti, fatti di sali di calcio, creando cavità ( carie) e anche tossine che determinano infiammazione gengivale.

 

Concetti di base per la pulizia

  • I denti vanno puliti dai residui di cibo e dalla placca batterica sulle superfici visibili ma anche negli spazi interdentali, che sono le zone che si cariano di più. Non parlate di “ lavare” ma di ”pulire”: è un’azione meccanica, non chimico-fisica.
  • la pulizia va fatta ogni giorno, in particolare alla sera prima di dormire. La placca batterica acida nei punti in cui non è stata rimossa fa precipitare i sali di calcio della saliva depositando calcare (tartaro) e creando infiammazione gengivale con gonfiore, arrossamento, sanguinamento, dolore . Anche i bimbi formano tartaro, dovuto non ad una saliva speciale, ma alla mancanza di pulizia.
  • la pulizia è effettuata dalle setole che sfregano e dal filo che raschia. Il dentifricio non serve per “lavare” ma per proteggere i denti grazie al fluoro aggiunto (e profumare l’alito).
  • se praticate voi stessi una buona igiene orale, il bambino imparerà per imitazione. Non ci sono differenze tra adulti e bambini salvo per il fluoro e la gradualità di impiego dei diversi strumenti in base a dimensioni della bocca, autonomia e manualità del bambino.

Spazzolare i denti

Strumenti: per i neonati dopo i 6 mesi strofinare i denti presenti con una garzina bagnata, oppure con un piccolo spazzolino. Tocca a voi farlo direttamente o aiutare il bambino finchè non vi pare che sia in grado di spazzolare da solo.

Vi sono due tipi di spazzolini: manuali ed elettrici. Si può fare un ottimo lavoro con entrambi ma suggeriamo l’uso di quello elettrico perchè è dimostrato che rimuove più placca, lo fa più rapidamente ed arriva anche nelle zone più lontane. Il bambino piccolo può essere più facilmente coinvolto con uno strumento elettrico, che è divertente, sicuro ed efficace, ma deve imparare a usare anche quello manuale. Il bimbo farà sostanzialmente quello che vede fare ai suoi genitori. Date il giusto esempio e fate per primi ciò che va fatto. Scegliete lo strumento adatto all’età del bambino e sostituite lo strumento quando le setole cominciano a non essere più dritte.

Come spazzolare: Con quello elettrico è sufficiente applicare la testina in movimento su tutte le superfici accessibili. Con quello manuale si può fare in diversi modi. Suggeriamo di posizionare lo spazzolino a 45 ° rispetto alla gengiva, come se le setole dovessero entrare nel solco tra dente e gengiva. Muovete lo spazzolino con piccoli movimenti rotatori spostandovi lentamente da un dente all’altro in modo ordinato ed usando sempre la stessa sequenza di pulizia.

Spazzolate anche la lingua per rimuovere i batteri e mantenere un alito fresco.

Quando e quanto spazzolare: 2 minuti x 2 volte, mattino e sera

Come tenere pulito lo spazzolino: sciacquatelo, sgrondate l’eccesso di acqua e asciugatelo con un tovagliolino pulito. Tenete lo spazzolino verticale all’aria , non chiuso, dove può asciugare . Non tenete gli spazzolini di diverse persone a contatto tra di loro.

Gomma da masticare

Usare la gomma da masticare, è uno strumento di igiene orale! Masticare una gomma senza zucchero (tipo Daygum) per 20 minuti dopo mangiato aiuta ad evitare la carie. Preziosa dopo una merenda o comunque fuori pasto. Questo perchè la gomma pulisce perfettamente le superfici masticanti e produce saliva che neutralizza l’acidità e lava via molti batteri. Inoltre remineralizza le piccole decalcificazioni grazie al calcio, ai fosfati ed al fluoro presenti.

Filo interdentale

Pulire gli spazi interdentali con il filo, dove lo spazzolino non riesce ad arrivare. Imparate e insegnate subito questo concetto se non volete che la bocca sia svuotata di molti denti e le tasche di molti denari.

Nelle superfici interdentali più frequentemente si forma carie, pertanto questa pulizia è indispensabile e addirittura prioritaria.

Usate il filo in rocchetto col quale vi trovate meglio, ma ce ne sono alcuni già montati su una forcella, ed esistono altri strumenti utili, di uso meno universale, come Superfloss, scovolini, particolari stuzzicadenti, idropulsori che possono coadiuvare nella pulizia interdentale quando ci sono situazioni difficili ( ad es. con un apparecchio ortodontico fisso, con le stelline).

Anche i bambini devono usare il filo! Lo faranno i genitori nella bocca del bimbo appena vi sono due denti che si toccano. Lo farà il bambino stesso a partire dagli 8 anni circa e certamente all’età di 10-11 anni in relazione alla sua manualità.

Passare il filo non deve essere doloroso ma deve essere sufficiente a raschiare la placca . Insegnate al bambino a insistere per almeno tre settimane , con una guida adeguata, ed alla fine avrà acquisito un’abitudine quotidiana salvadenti.

Quando e quanto usare il filo? almeno 2 minuti x 1 volta (alla sera) .

Prima il filo o lo spazzolino? Suggeriamo prima il filo perchè, se c’è poco tempo e non si riesce a passare entrambi gli strumenti , è più utile aver passato il filo che lo spazzolino. In questo caso dopo il filo mettere in bocca una gomma per 20 minuti. Quello che conta è che il filo, di qualunque tipo, venga utilizzato. Pulite la bocca subito dopo aver mangiato (almeno con gomma da masticare , meglio se prima si usa il filo, schema che non richiede acqua e servizi igienici).

 

Ho pulito bene?

Si può controllare, dopo la pulizia, con pastigliette che colorano la placca batterica non rimossa. Suggeriamo, dopo un uso condiviso col bambino, di fare ogni tanto una verifica a campione. Viene colorata anche la lingua , pertanto non fatelo immediatamente prima di uscire di casa; non viene colorata invece la placca di vecchia data, mineralizzata, cioè il tartaro, che non viene quindi me sso in evidenz a. Istruite il bambino a guardare i suoi denti con uno specchio e molta luce affinchè si senta l’aiutante del dentista che cura la sua bocca.

 

Il dentifricio e il fluoro

È lo strumento attraverso il quale portare il fluoro a contatto con i denti fin dalla più tenera età. Controllate che il bimbo non lo inghiotta. Comunque bisogna definire la cariorecettività della bocca ed il fluoro assunto da qualunque fonte. In Italia la fluorosi (ecceso di fluoro) è rara .

 

Per cariorecettività bassa, definita in base ai test (quantità, ph, potere tampone della saliva, presenza di Streptococcus mutans) ed in base all’assunzione complessiva di fluoro si userà un dentifricio al fluoro con almeno 1000 ppm di fluoro:

  • da 6 mesi a 3 anni una quantità come un grano di riso o uno striscio come una lenticchia
  • da 3 a 6 anni Il volume di un fagiolino
  • oltre 6 anni il volume di un fagiolo.

Per cariorecettività elevata ( ed assunzione del bambino di acqua con meno di 0,3 ppm di fluoro) bisogna ricorrere ad un’ulteriore quantità di fluoro :

  • da 6 mesi a 3 anni: 0,25 mg/die di fluoro in gocce
  • da 3 a 6 anni : 0,50 mg/die di fluoro in gocce o compresse
  • dopo i 6- 8 anni: si possono proteggere i denti anche col fluoro presente in appositi gel al fluoro, applicati una volta la settimana con lo spazzolino. A volte il dentista fa direttamente l’applicazione di gel al fluoro concentrati.

Concetti base per l’alimentazione

Come per gli adulti bisogna educare i bambini a usare cibi a base vegetale, integrali, con pochi grassi e zuccheri raffinati, che semplificano la pulizia della bocca. Preferire cibi più duri e fibrosi e naturali (carota, finocchio, qualche mandorla, noci e simili. E frutta, non succhi! ). Evitare le patatine fritte, le merende fintamente "naturali" al latte, alla cioccolata. Riducete il numero di volte in cui si assumono sostanze zuccherine più che ridurne la quantità. Fate consumare bevande senza zucchero: a cqua, tè non z uccherato. Questi criteri si adattano anche al controllo del sovrappeso. Per un’alimentazione sana del bambino secondo i criteri più aggiornati guardate i video del dr Franco Berrino su You tube. (link?) Dedicate più tempo alla preparazione di cibi semplici e freschi. E siate il miglior esempio per i vostri figli!

Mai usare il ciuccio con miele o sostanze dolci. Non trasferite i batteri degli adulti nella bocca del bambino passando prima nella propria bocca il ciuccio o il cucchiaio.

 

Per concludere: Mangi e bevi tutto il giorno? Non ti leverai il dentista di torno!


Luciano Passaler
www.adec.it

Il dentista dei bambini Luciano Passaler

L'AUTORE: Luciano Passaler

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Il gas Ozono

L’ozonoterapia è un processo curativo ottenuto attraverso l’utilizzo di una miscela di ossigeno ed ozono. È considerata una terapia di tipo “naturale” proprio perché si avvale di questi due elementi  presenti in natura e ci permette di intervenire in maniera  rapida, delicata, sicura ed efficace contro la carie. L’ozonoterapia permette di trattare in modo assolutamente  rapido e indolore tutti i dentini dei bambini evitando loro ogni tipo di trauma derivante dall’uso di anestesia e trapano.

La carie è un processo patologico multifattoriale, il cui sviluppo richiede la presenza di carboidrati fermentabili, di batteri, di superfici di attacco, di proteine e di substrati per il nutrimento dei microbi. L’ozono è in grado di annientare in pochi secondi i batteri responsabili della carie, di eliminare le proteine acide e di ristrutturare smalto e dentina attraverso la deposizione di calcio e fosfati dalla saliva.

Di fondamentale importanza è diagnosticare precocemente una carie.

Dopo ispezione e detersione, si procede alla misurazione della fluorescenza con  un apparecchio che emette un raggio laser fluorescente e ne capta la riflessione da parte del dente quindi senza emissione di raggi x: il tessuto sano e quello malato si comportano in maniera differente e la lettura dell’apparecchio permette anche un giudizio di gravità, indicato su una scala graduata. Laddove si riscontrano valori patologici si procede alla terapia.

La terapia con l’ozono in caso di lesioni  cariose di piccola entità è senza dolore, senza anestesia e senza trapano e avviene grazie ad un apparecchio che entra in funzione solo se si mantiene una sigillatura intorno al dente per mezzo di una coppetta in silicone. Alla fine del trattamento, che dura da 10″ a 60″, tutto l’ozono viene aspirato e ritrasformato in ossigeno, infine si applica sul dente un liquido  rimineralizzante, e si congeda il  piccolo paziente. Il trattamento all’ozono, in più,  inibisce il futuro sviluppo di carie secondaria sotto la nuova otturazione e riduce il pericolo di successivi dolori.

Nel caso invece di carie molto estese o di vecchie infiltrazioni cariose dei margini di vecchie otturazioni, l’ozono viene utilizzato per “sterilizzare” la sostanza cariata, impedendo che la carie progredisca rendendo più agevole il trattamento ricostruttivo.

L’ozono terapia risulta essere quindi non solo efficace, ma addirittura consigliabile per la modalità di cura dei pazienti. Evitare un intervento è già di per sé un sollievo, in più le caratteristiche indolore e senza effetti collaterali del trattamento con ozono ne fanno la scelta migliore per tutti i casi di carie.

I pazienti trattati vengono fatti tornare ad un controllo dopo tre mesi, durante il quale si procederà ad una nuova lettura dei valori di carica batterica e, qualora necessario, si procederà ad una nuova applicazione di ozono.

Da questo momento in poi, tutti i pazienti trattati potranno sottoporsi a periodiche applicazioni preventive, per allontanare concretamente la probabilità di ammalarsi nuovamente di carie.

Il dentista dei bambini Fabrizio Fiorentini

L'AUTORE: Fabrizio Fiorentini

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Integrare figure professionali diverse che mettono a disposizione le proprie competenze rappresenta l'approccio più corretto per diagnosticare ed intercettare e/o curare anomalie funzionali nei bambini.

L'ortodontista e l'osteopata possono controllare le funzioni orali già in tenera età, dato che dentatura “da latte” è completa già a 2/3 anni e lo sviluppo delle ossa craniche è in pieno accrescimento .
L'analisi della funzione dei muscoli del cavo orale e in parte della lingua e la funzione respiratoria, rappresentano le condizioni necessarie affinché deglutizione, respirazione e fonazione avvengano fisiologicamente.

Una corretta respirazione rappresenta una vaccinazione contro la malattia ortodontica, quindi fortemente condizionata dalla persistenza di catarro nelle tube di Eustachio o da voluminose adenoidi.
Anche la crescita armoniosa dei denti e delle ossa mascellari è fortemente condizionata dalla deglutizione e dalla funzione linguale: si deglutisce più di 1000 volte al giorno già dalla vita intrauterina e ogni atto nel bambino stimola la crescita: durante una corretta deglutizione la lingua si posiziona alta sul palato, esercitando una notevole pressione; a questa attività partecipano gli altri muscoli orali in armonia con le strutture scheletriche.

Il graduale passaggio dalla suzione alla deglutizione di tipo adulto (ossia bocca chiusa, denti serrati con lingua bloccata sul palato) è quindi determinante.
Se la lingua ha una posizione bassa (per respirazione orale, frenulo corto o difficoltà gastriche e reflusso) o se incontra un ostacolo (interposizione del labbro, ciuccio, biberon, suzione del dito) diventa responsabile di una disarmonica crescita dei mascellari, possibile malposizionamento dei denti e alterazione dell'intercuspidazione dentale e della funzione masticatoria determinando che viene definita malocclusione.

La valutazione della logopedista e dell'ortodontista permette di evidenziare tali anomalie, consentendo di intervenire precocemente nella risoluzione dei problemi.

Bisogna inoltre insegnare al bambino a masticare anche cibi di una certa consistenza e in modo alternato: la masticazione, infatti, è il motore della crescita armonica dei mascellari e non può essere efficace se non vi è una gabbia linguale stabile.

Sistema dentale, scheletrico e neuromuscolare vanno perciò riarmonizzati con tempi di intervento decisi in base alle necessità del paziente:

L'osteopata valuta se le ossa craniche abbiano subito condizionamenti nella regolare crescita da parte di fattori che possono risalire addirittura a costrizioni legate al parto, come a una scorretta deglutizione e/o dentizione e riduce o elimina eventuale tensioni a livello del sistema muscolo scheletrico e dell'articolazione temporo-mandibolare. Il suo intervento può essere fatto in fase preventiva e quindi consentire una successiva rivalutazione o in fase terapeutica.

 

 

 

 

 

 

La terapia logopedica mio- funzionale può precedere, affiancare o stabilizzare i rapporti tra ossa e denti ottenuti con l'ortodonzia: ridefinendo un equilibrio neuro-muscolare contribuisce infatti a raggiungere un risultato più duraturo e a volte ad abbreviare il trattamento ortodontico.

 

 

 

 

 

 

 

L'ortodontista intercetta eventuali disarmonie con apparecchiature che guidano la crescita.

Le tre figure, lavorando con tempi di intervento decisi in base alla patologia da prevenire o correggere consentiranno ai piccoli pazienti una crescita armoniosa e un sorriso sano.

Il dentista dei bambini Antonella Lo Bianco  Dopo la laurea in odontoiatria non ho frequentato una scuola di specializzazione. Sono però specializzata in odontoiatria pediatrica, chirurgia orale e implanto-protesi.

L'AUTORE: Antonella Lo Bianco

Mi laureo in Odontostomatologia e Protesi Dentale all’Università “La Sapienza” di Roma nell'1986 discutendo una tesi sperimentale in odontoiatria Infantile. Dopo aver frequentato una clinica odontoiatrica privata specializzata in interventi odontoiatrici sui disabili, nel 1987 entro nel reparto di odontostomatologia all’Ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina, nell'unità di odontostomatologia dell'Università di Tor Vergata dove resto consulente fino al 1999. Nel 1988 inizio l’attività libero professionale nel mio studio di Guidonia e cerco subito di privilegiare la qualità delle prestazioni offerte, con il continuo aggiornamento (specie in chirurgia orale e implantologia) e circondandomi di collaboratori con specifiche competenze. Tuttavia l’attenzione per l’odontoiatria infantile resta viva negli anni tanto che negli ultimi tempi dedico impegno e investimenti all’orientamento dello studio in tal senso.

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Il progetto denominato "Il Dentista dei Bambini" ha l'obiettivo di promuovere l' odontoiatria pediatrica e tutto quanto inerente lo sviluppo funzionale dell'apparato stomatognatico, attraverso l' informazione a diversi livelli: sito internet, famiglie, scuole, medici di base, pediatri, centri odontoiatrici affiliati.

Nei nostri centri, cosi' come indicato dall' American Accademy of Dentistry, vengono seguite procedure speciali per favorire l' avvicinamento dei bambini al dentista ed un approccio sereno alle terapie, creando un ambiente familiare, dedicato a loro, con giochi, cartoni animati e personaggi dei fumetti.

Fanno parte del  nostro staff figure di primissimo piano dell'odontoiatria pediatrica italiana con i quali abbiamo stabilito linee guida e protocolli clinici all'avanguardia supportati da evidenze scientifiche.
Scegliete il centro più vicino a voi ed affidatevi al vostro "dentista dei bambini"


L'odontoiatria pediatrica o pedodonzia è la branca dell'odontoiatria che si occupa dei bambini dall'eta' di 1 anno fino ai 17 anni.
In questo ambito si include la prevenzione, l'istruzione e la motivazione all' igiene orale, la terapia conservativa dei denti decidui e permanenti, l'ortodonzia con le sue correlazioni sulla fonazione, respirazione, deglutizione e postura.

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PRIMA VISITA

E’ molto importante preparare il nostro bambino alla prima visita nel modo migliore....
Clicca sulla vignetta che desideri leggere per conoscere la storia del nostro Luigino!


 

COSA NON FARE

 

 

 

 


 

 

COSA FARE

 

 

 

 

 

 


Consigli per la preparazione all’appuntamento

Affinché la prima visita dal dentista risulti per il bambino una esperienza
positiva, piacevole e gratificante raccomandiamo i genitori di seguire una serie di
consigli:

 

  • Fissare l’appuntamento in giorni tranquilli, in cui il bambino non abbia altri impegni prima della visita dal dentista.
  • Far indossare un abbigliamento preferito al bambino; ciò potrebbe aumentare le aspettative per una piacevole esperienza.
  • Preparare il bambino alla visita come se fosse il primo giorno di scuola, con positività e serenità ma soprattutto cercando di spiegare al bambino che il dentista è una figura amica.
  • Stare con il bambino durante la prima visita mentre durante i futuri appuntamenti sarà lo staff dello studio ad accompagnarlo. In questo modo è più semplice creare un rapporto più stretto di fiducia tra dentista e bambino.
  • Di effettuare la prima visita dal dentista quando il bambino non presenta alcun dolore in modo tale che sia un incontro piacevole e non diventi una situazione traumatica per il piccolo.


Inoltre suggeriamo:

Fissare la visita dal dentista lontano da altre visite mediche specialistiche, in quanto ciò potrebbe creare un approccio negativo nei confronti della figura del dentista.

Evitare di dire al bambino come comportarsi durante l’appuntamento (non piangere o essere bravo).

Non nominare parole che possano provocare nel bambino una paura superflua come per esempio male, paura, dolore.


Nelle sedute successive, se il bambino deve essere sottoposto a cure dentali è preferibile sostituire termini come ago, puntura, siringa, trapano con espressioni particolari che hanno lo stesso significato ma non spaventano il bambino ( trapano = elicottero, anestetico = goccine magiche).

Informare il bambino riguardo la visita solo qualche giorno prima senza enfatizzare troppo questo evento.

Raccontare storie spiritose sui dentisti che possano incuriosire il bambino e non rappresentarlo come una minaccia.

Non trasmettere la propria eventuale ansia nell’andare dal dentista. I vostri figli possono avere un approccio diverso.

E’ preferibile portare il bambino al primo appuntamento accompagnato da solo un genitore; il bambino potrebbe pensare che la presenza di tutti e due i genitori sia sintomo di una situazione grave.

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RESPONSABILITA' SOCIALE

Attraverso l'adozione a distanza, il Dentista Dei Bambini sostiene il progetto Garderie Autremonde, promosso dall'associazione umanitaria UnAltroMondo Onlus. 

Il progetto Garderie Autremonde ha ridato il sorriso a bambini che erano costretti al lavoro fin dai primissimi anni di vita. Ha permesso loro di accedere ad una scuola eccezionale, in cui crescere, imparare, giocare, fare tre pasti al giorno e soprattutto intergrarsi anche con bambini di famiglie più abbienti, abbattendo le barriere della discriminazione (condizione essenziale per permettere la crescita sociale).

UNA SITUAZIONE DI EMERGENZA

La struttura di Medina in Senegal, che ospita questi bambini, a dicembre 2012 stava per chiudere per mancanza di fondi...
Quasi 80 bambini avrebbero perso l’ opportunità di avere un futuro diverso, e la metà di loro sarebbe tornata sulla strada.

La mission del Dentista dei Bambini è la salute ed il benessere dei bambini,
dunque gli studi della nostra rete stanno dando avvio progressivamente ad una serie di adozioni a distanza che permetteranno di salvare questo progetto.

Aiutaci anche tu adottando un bambino, puoi farlo personalmente, insieme ad altri, o trovando altre persone che vogliano adottarne. 
Il costo dell’adozione di un bambino è di 300 euro per un anno, ed è totalmente detraibile fiscalmente. Chi adotta un bambino sarà aggiornato sul suo percorso, potrà comunicare con lui e naturalmente chi lo desidera potrà venire in Senegal ospite della struttura per conoscere la realtà ed il proprio bambino!

Ecco alcuni dei protagonisti di questo progetto!


Per qualunque informazione sul progetto:
www.unaltroasilo.org | info@unaltroasilo.org | Sofia Parodi: 335 1520652

COME ADOTTARE

Per adottare uno o più bambini effettua la donazione al conto riportato di seguito e mandarci una email con i tuoi riferimenti* in modo da inviarti la ricevuta, la foto del bambino e tutte le informazioni! (*all'indirizzo: s.parodi@key-dor.com)

DONAZIONE ON-LINE

http://www.unaltromondo.it/donazione-online.html

DONAZIONE TRAMITE BOLLETTINO POSTALE

c/c postale n. 26837211
Banco Posta IBAN: IT 37 H 07601 01600 000026837211
intestato a UnAltroMondo ONLUS via Teodosio 92 - MILANO

causale: Unaltroasilo UNA VOLTA PER SEMPRE

 

Grazie!
Il Dentista dei Bambini

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My Doc - Il Dentista dei Bambini è aperto anche nel mese di Agosto!
Ecco dove puoi trovarci...

 

CENTRI APERTI TUTTO AGOSTO

Milano - Centro Dentistico Achilli Russo - tel. 02 67072146
Milano - Centro ADEC - n° verde: 800 10 20 20 - tel. 02 878200 - cell. 335 26 90 85
Bari - dott. P. Convertino - tel. 080 4322607 - ­ cell. 339 2721718
Teramo e Rieti - dott. V. Quinzi - tel. 0861 220709

CENTRI APERTI LA PRIMA E L'ULTIMA SETTIMANA DI AGOSTO

Modena - dott. Spadoni - tel. 0535 26188
Arezzo - dott. P. Floridi - tel. 0575 789541
Roma (Guidonia) - dott.ssa - A. Lo Bianco tel. 0774 344362
Roma - dott. P. Pelagalli - tel 06 7853766

INOLTRE CI PUOI CONTATTARE IN QUALSIASI MOMENTO A QUESTI NUMERI

Dott. Spadoni - cell. 335 5418078
Dott. ssa Lo Bianco - cell. 339 2828020
Dott. Pelagalli - cell. 347 3382510
e alla mail: info@ildentistadeibambini.it

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