Mi capita molto spesso, quando eseguo una cura canalare od una otturazione, che il paziente (cui ho messo, come sempre, la diga di gomma) mi faccia questa domanda. La mia risposta è: “è una roba nuovissima, è stata inventata nel 1865 ed abbiamo festeggiato lo scorso anno i suoi 150 anni!”. Un’altra cosa che i […]

Mi capita molto spesso, quando eseguo una cura canalare od una otturazione, che il paziente (cui ho messo, come sempre, la diga di gomma) mi faccia questa domanda. La mia risposta è: “è una roba nuovissima, è stata inventata nel 1865 ed abbiamo festeggiato lo scorso anno i suoi 150 anni!”.

Un’altra cosa che i nuovi pazienti mi dicono spesso è “ma gli altri che mi hanno curato non la usavano…” “peccato”, rispondo, “sarebbe stato un vantaggio per sia per lei che per il dentista che la curava!”

In effetti, seppure questo strumento sia semplice da usare, economico e raccomandato da importanti società scientifiche, solo una piccola percentuale di dentisti la utilizza regolarmente, ed è un vero peccato perché le cure effettuate sotto diga godono delle condizioni ideali per essere eseguite con maggiore calma e precisione (e quindi per poter durare più a lungo).

Per quelli di voi che non hanno ancora capito di cosa stiamo parlando incollo uno stralcio di un mio precedente articolo in cui spiego di cosa si tratta.

Cosa è la diga in gomma?

La “diga” è un foglio di lattice di gomma dal quale, attraverso appositi buchi, si fanno uscire i denti su cui il dentista deve lavorare; questo consente di isolarli dal resto della bocca e di poter operare in campo asciutto. Il foglio viene tenuto teso da un apposito archetto e rimane fissato ai denti attraverso degli uncini di forma specifica per ogni misura di dente. Il suo utilizzo protegge il paziente dal contatto con sostanze dal gusto sgradevole e dall’ingestione accidentale di strumenti.

In endodonzia (la cura dei canali dentro le radici dei denti, conosciuta anche come “devitalizzazione”) è indispensabile per poter mantenere pulito il campo operatorio e adoperare, efficacemente ed in tutta sicurezza, strumenti e liquidi adeguati alla cura dei canali radicolari. Se non è possibile metterla, l’alternativa più affidabile è… l’estrazione del dente! Anche in conservativa (le “otturazioni”) è importantissimo utilizzarla, soprattutto quando si usano materiali estetici, in quanto la loro adesione al dente viene compromessa dall’umidità (non solo dalla saliva, anche dal respiro); quando (raramente…) non è possibile posizionare la diga le soluzioni alternative sono spesso un compromesso che incide negativamente sulla qualità della prestazione.

Il bello è che il paziente si trova da subito bene, ha la sensazione che stiano “lavorando nella bocca di un’altra persona” e, non trovandosi strumenti e materiali dai gusti poco “appetitosi” in giro per la bocca si rilassa (capita spesso che si assopisca!).

Ora che vi ho ricordato cosa è la diga di gomma, quando il vostro dentista ve la metterà, avrete una ragione di più per capire che sta lavorando per voi con il massimo impegno.

 

 

Autore:

Dr. Attilio Venerucci

Odontoiatra a Finale Ligure (SV)