Sport e denti nei bambini: 1 trauma su 5 avviene durante il gioco
Perché i denti dei bambini sono vulnerabili durante lo sport
Noi del network de Il Dentista dei Bambini sappiamo quanto ogni genitore si preoccupi quando il proprio figlio pratica sport. Controlliamo l’equipaggiamento, le scarpe, il casco in bicicletta, ma spesso dimentichiamo una delle strutture più esposte agli impatti: i denti.
Un bambino su tre subisce un trauma dentale entro i 6 anni. In quasi un caso su cinque, questo trauma avviene durante un’attività sportiva o ludica. Non è un dato per allarmarsi, ma per prepararsi.
I denti più colpiti sono gli incisivi superiori. Si trovano nella posizione più esposta dell’arcata, non hanno strutture ossee davanti a loro e si trovano esattamente all’altezza di un gomito, una pallonata o un contatto accidentale tra bambini.
I bambini tra i 6 e i 12 anni sono la fascia più a rischio di trauma dentale durante lo sport. In questa fase i denti permanenti sono appena erotti e hanno radici non ancora completamente formate, il che li rende più fragili rispetto ai denti decidui. Secondo le linee guida del Ministero della Salute, l’incidenza annuale dei traumi dentali nei bambini in età scolare è del 4,5%, con quasi un caso su cinque che avviene in contesto sportivo o ludico.
Gli sport più a rischio: la lista che sorprende i genitori
Quando si parla di sport pericolosi per i denti, la maggior parte dei genitori pensa al rugby o alla boxe. I dati raccontano una storia diversa.
Il calcio è lo sport che in Italia produce il maggior numero di traumi dentali nei bambini, semplicemente perché è quello praticato dal maggior numero di bambini. I contrasti fisici, le cadute su campi in erba sintetica e i colpi di testa durante la fase di crescita sono tutti fattori di rischio concreti e frequenti.
Il basket segue da vicino: i gomiti alzati durante i rimbalzi e i contrasti sotto canestro creano condizioni di rischio costante, specialmente per chi non indossa protezioni orali.
La ginnastica artistica e il pattinaggio espongono a cadute frontali in cui il bambino non riesce ad ammortizzare con le mani. Il contatto diretto con il pavimento è la causa principale dei traumi agli incisivi.
Meno scontata è la presenza del ciclismo e del monopattino: in queste attività, la caduta tipica proietta il corpo in avanti e il viso è il primo punto di contatto con il suolo.
Va detto che anche sport apparentemente sicuri come il nuoto presentano rischi specifici: i bordi della piscina e le virate mal gestite sono cause documentate di traumi dentali nei bambini.
Il calcio è lo sport che produce più traumi dentali nei bambini italiani, non il rugby. Vale la pena saperlo prima di scegliere le protezioni.
Il ruolo dei denti sporgenti nel rischio di trauma
C’è un fattore che molti genitori non conoscono: la protrusione dentale, cioè la condizione in cui i denti anteriori superiori sporgono in avanti più del normale, aumenta significativamente il rischio di frattura durante lo sport.
I denti sporgenti non trovano protezione dal labbro superiore e sono i primi a incassare qualsiasi impatto. Possiamo immaginarlo come la differenza tra un oggetto riparato da un muro e uno che sporge oltre il bordo: è evidente quale dei due si romperà per primo in caso di urto.
Questa è una delle ragioni per cui una visita ortodontica preventiva intorno ai 6-7 anni non riguarda solo l’estetica del sorriso. Un ortodontista che individua precocemente una protrusione marcata può intervenire prima che questa diventi un fattore di rischio concreto, anche in ambito sportivo.
Una visita ortodontica preventiva intorno ai 6-7 anni riduce anche il rischio di trauma sportivo, non solo i problemi estetici.
Come proteggere i denti di tuo figlio durante l’attività sportiva
La protezione più efficace per i denti di un bambino che fa sport è il paradenti. Esistono però differenze sostanziali tra le tipologie disponibili, e non tutte offrono la stessa protezione reale.
I paradenti industriali, acquistati in farmacia o nei negozi sportivi, si adattano in modo approssimativo all’arcata del bambino e distribuiscono male l’energia di un impatto. Possiamo immaginarlo come l’ammortizzatore di una bicicletta: se non è calibrato sulla struttura del mezzo, assorbe male le scosse invece di distribuirle. I paradenti realizzati su misura dallo studio odontoiatrico vengono costruiti sull’impronta esatta dei denti del bambino e offrono una protezione significativamente superiore.
Un aspetto che non va trascurato riguarda i bambini che indossano un apparecchio ortodontico fisso: in questo caso il paradenti standard non è compatibile con la presenza dei bracket e va realizzato in modo specifico dallo studio che segue il trattamento.
Il paradenti da farmacia e quello su misura non sono la stessa cosa: le differenze in termini di protezione reale sono sostanziali.
Per sapere quale tipo di paradenti è adatto allo sport che pratica tuo figlio, quanto costa e cosa cambia se ha già l’apparecchio ortodontico: Paradenti per bambini: serve davvero?
Cosa fare nei primi minuti dopo un trauma dentale
Se durante una partita o un allenamento tuo figlio perde o rompe un dente, i minuti successivi al trauma sono decisivi. Per un dente permanente uscito completamente dall’alveolo, le probabilità di reimpianto riuscito calano drasticamente dopo 30 minuti.
La prima cosa da fare è recuperare il dente senza toccarne la radice e conservarlo nel latte intero fresco, nella soluzione fisiologica o sotto la lingua del bambino. Non va lavato sotto l’acqua corrente: il getto d’acqua distrugge le cellule del legamento parodontale attaccate alla radice, quelle indispensabili per il reimpianto.
In caso di dente permanente avulso durante lo sport, le probabilità di reimpianto riuscito calano drasticamente oltre i 30 minuti dall’evento. Il dente va recuperato tenendolo per la corona, non per la radice, e conservato nel latte intero fresco o nella soluzione fisiologica. Non va lavato sotto l’acqua corrente: il getto distrugge le cellule del legamento parodontale necessarie per il reimpianto. Va portato immediatamente da un dentista o in un pronto soccorso odontoiatrico, non nel pronto soccorso generale. Per i denti da latte avulsi il reimpianto non si esegue, perché rischierebbe di danneggiare il germe del dente permanente sottostante.
La distinzione tra dente da latte e dente permanente è il primo passo da fare in questi casi, perché cambia completamente il protocollo da seguire.
Quasi tutti gli errori post-trauma vengono fatti per istinto e con buone intenzioni: conoscerli in anticipo è l’unico modo per evitarli nel momento in cui si è sotto stress.
Per tutte le istruzioni su cosa fare e cosa non fare, con i criteri per scegliere tra pronto soccorso e dentista: Dente rotto durante lo sport: cosa fare nei primi 10 minuti
Sport, respirazione e sviluppo della mascella: un legame spesso ignorato
C’è un aspetto del rapporto tra sport e salute dentale che quasi nessun genitore conosce, e che al network de Il Dentista dei Bambini teniamo a comunicare con attenzione: il modo in cui il bambino respira durante l’attività fisica può avere conseguenze concrete sullo sviluppo della mascella e sull’allineamento dei denti.
Aprire la bocca per respirare durante uno scatto è fisiologico. Il problema non è la bocca aperta durante l’azione: è la bocca aperta durante le pause, tra un’azione e l’altra, quando il ritmo si abbassa e il naso dovrebbe bastare.
Quando un bambino respira dalla bocca, la lingua scende sul pavimento della bocca invece di premere sul palato come dovrebbe. Questa pressione mancante altera la crescita del mascellare superiore: il palato cresce stretto invece che largo, e i denti permanenti trovano meno spazio di quello che serve. La respirazione orale è quattro volte più comune nei bambini con problemi ortodontici rispetto alla media.
Un bambino che respira sistematicamente dalla bocca durante lo sport potrebbe avere un’ostruzione delle vie aeree superiori:
- adenoidi ingrossate
- setto deviato
- riniti allergiche ricorrenti
Queste condizioni, se non trattate, nel tempo alterano la forma del palato e la posizione dei denti in modo che un apparecchio ortodontico successivo dovrà correggere con trattamenti più lunghi e complessi.
Il segnale da osservare in campo non è il respiro affannoso durante lo scatto: è la bocca aperta nelle pause, quando il naso dovrebbe bastare.
Per capire come riconoscere i segnali in campo, cosa succede alla mascella e cosa può fare il dentista: Sport, respirazione e sviluppo dentale
Il ruolo de Il Dentista dei Bambini per la salute dentale sportiva
Per garantire che tuo figlio pratichi sport con la protezione adeguata e che la sua crescita dentale non venga compromessa da traumi o abitudini respiratorie scorrette, la prevenzione parte da una visita con il giusto specialista prima che si verifichino problemi.
Il network de Il Dentista dei Bambini è specializzato in pedodonzia e offre un approccio personalizzato per ogni bambino: dalla valutazione del rischio traumatico alla realizzazione di paradenti su misura, fino alla diagnosi precoce di problemi respiratori che possono influire sullo sviluppo dentale.
